
Nel mondo dell’oncologia moderna, l’innovazione non nasce in un solo luogo. Cresce quando competenze diverse si incontrano, quando tecnologie avanzate vengono condivise e i ricercatori dialogano oltre i confini nazionali. È proprio in questa logica di apertura e scambio che l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) continua a rafforzare la propria presenza nelle reti europee dedicate alla diagnostica e alle terapie di precisione.
A novembre, una delegazione dell’IRE ha preso parte a un confronto presso il Policlinico Universitario di Oslo, nell’ambito del progetto europeo EUnetCCC, un’infrastruttura che mette in rete i principali Comprehensive Cancer Centres d’Europa per armonizzare procedure standard e tecnologie diagnostiche.
L’incontro ha offerto l’occasione per un dialogo ad alto contenuto scientifico su temi che stanno ridefinendo la pratica clinica: genomica ad alta processività, nuovi flussi di diagnostica molecolare, molecular tumour board (MTB), integrazione dei dati e accesso dei pazienti alle terapie mirate. Durante la visita, la delegazion IREe ha anche partecipato al Molecular Tumour Board nazionale norvegese presso il Radiumhospital, osservando da vicino l’organizzazione dei casi e condividendo l’esperienza italiana nella standardizzazione dei MTB.
Dalla discussione è emerso un messaggio forte e condiviso: il futuro dell’oncologia di precisione dipende dalla capacità dei sistemi sanitari di collaborare, confrontare modelli organizzativi e superare insieme i colli di bottiglia che ancora limitano la diffusione delle tecnologie innovative. Le visite tra centri d’eccellenza, come quella con Oslo, permettono proprio questo, osservare come altri paesi implementano la diagnostica avanzata, individuare soluzioni comuni e accelerare il percorso di miglioramento continuo.
L’IRE ha portato i propri punti di forza, un’esperienza consolidata nella gestione dei molecular tumour board e un modello nazionale di refertazione genomica riconosciuto e apprezzato in Europa. In un contesto europeo che sta convergendo verso la medicina personalizzata, il contributo dei ricercatori italiani si conferma essenziale per costruire standard condivisi e garantire a sempre più pazienti l’accesso a cure innovative.
La visita a Oslo non è solo un episodio, ma parte di un percorso strategico che vede l’IFO impegnato nello scambio scientifico, nella co-progettazione con partner internazionali e nello sviluppo di tecnologie che cambieranno profondamente la diagnosi e il trattamento dei tumori.
Alla delegazione IRE hanno preso parte: Simonetta Buglioni, Maurizio Fanciulli, Enzo Gallo, Elisa Melucci, Gabriele Minuti e Giulia Piaggio.
IRE delegation in Oslo: international collaboration as a driver of innovation
Innovation in oncology does not happen in isolation. It grows where scientific communities share technologies, compare approaches and work together to advance diagnostics and personalised treatments. This spirit of collaboration is at the core of the Istituto Nazionale Tumori Regina Elena’s participation in major European networks dedicated to precision cancer care.
In November, a team of IRE researchers took part in a peer-learning visit to Oslo University Hospital within the EUnetCCC initiative, a European effort to harmonise diagnostics, workflows and access to advanced technologies across Comprehensive Cancer Centres.
The discussions focused on the transformative areas of modern oncology: next-generation sequencing, molecular diagnostics workflows, molecular tumour boards (MTBs), data integration and expanding patients’ access to targeted therapies.
During the visit, the IRE delegation also joined the Norwegian national Molecular Tumour Board at the Radiumhospital, gaining insight into how cases are organised at a national level and sharing the Italian experience in MTB standardisation.
A shared message clearly emerged: the future of precision oncology relies on joint work, on comparing organisational models, and on building common solutions to the challenges that still limit the implementation of innovative technologies. Learning visits between centres of excellence—such as the one with Oslo—enable exactly this exchange, offering new perspectives and accelerating mutual progress.
IRE contributed its recognised expertise in molecular tumour boards and standardised national genomics reporting, providing a model that is gaining interest across Europe. In a rapidly evolving landscape, this shared knowledge strengthens the collective ability to offer more personalised and effective treatments to patients.
The Oslo visit is part of a broader strategy that places IFO at the centre of international collaboration, co-development and high-technology innovation—key elements for shaping the future of cancer care.
Participants from IRE included Simonetta Buglioni, Elisa Melucci, Enzo Gallo, Gabriele Minuti, Maurizio Fanciulli and Giulia Piaggio.
